L’Organo Hermans Bianchi Lingiardi

L’organo di cui la Basilica S. Maria Assunta in Carignano-Genova si orna e si vanta da circa tre secoli e mezzo è denominato Hermans-Bianchi-Lingiardi dai nomi del suo costruttore e dei due organari che a metà dell’800 e agli inizi del ‘900 maggiormente lo riformarono e trasformarono, la prima volta all’epoca del gran ritorno all’’organo italiano’ e la seconda volta all’epoca del movimento ceciliano, che tendeva ad adeguare gli strumenti alle istanze della riforma della musica sacra di S. Pio X.

Così l’organo, nato barocco, divenne romantico e poi ceciliano assumendo, in una fisionomia composita, le caratteristiche di tre epoche musicali diverse. Le caratteristiche sono state ora nel recente ultimo restauro rimesse in luce facendo dell’Organo di Carignano uno strumento a fisionomia e a potenzialità composite. La scelta dei brani del CD, fatta appunto in corrispondenza, ne evidenzia la ricchezza espressiva. L’organo, costruito dal grande organaro fiammingo Fratel Willem Hermans della Compagnia di Gesù nel 1657-59, a centocinque anni dall’inizio della posa della prima pietra della Basilica nel 1552, consta oltre alla strumento della magnifica cantoria marmorea policroma, della sontuosa cassa lignea di stile fiammingo, con torri, guglie ed ali a portelle dipinte dal celebre Domenico Piola; il tutto in piena armonia con l’estetica organaria fiamminga, di cui W. Hermans fu un apostolo in tutta Europa. Lo strumento rappresenta un punto di passaggio fra i più significativi dell’arte organaria in Liguria ed è “uno dei maggiori e più cospicui dell’Italia”. Col restauro, l’Organo ha riacquistato la sua potenza, che lo rende particolarmente adatto all’uso liturgico in accompagnamento e in sostegno del canto di assemblea, canto al quale il Concilio chiede di aprire, in nome della partecipazione attiva. In genere poi, secondo il Concilio, l’organo è strumento specialmente adatto perché, conviene alla dignità del tempio e favorisce l’edificazione dei fedeli. All’organo a canne il Concilio riconosce particolare onore perché aggiunge notevole splendore alle cerimonie ed eleva potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti. Tale è l’organo di Carignano, che sempre suona nelle celebrazioni, e l’uso abituale ne intrattiene l’immagine di autentico mezzo-strumento privilegiato per la musica per Dio che è la musica liturgica.

 Ab. Mons. Ruggero Dalla Mutta


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